8 giovani su 10 pensano che il futuro sarà peggiore di oggi

8 giovani su 10 pensano che il futuro sarà peggiore di oggi

Nella vita ci muoviamo perché qualcosa ci attrae, ma se il futuro non ci attrae più, muoverci risulta sempre più difficile.

E il futuro non ci attrae più perché non ci fa nessuna promessa, ma anzi, sembra essere diventato una minaccia: in pochi anni si sono susseguite prima la crisi climatica, poi quella sanitaria, quella geopolitica, e ancora quella energetica che provoca quella economica. Questa condizione endemica di emergenza poteva portare solo ad una constatazione: se oggi c’è un problema, domani ce ne sarà un altro, e poi un altro ancora.

I giovani sono consapevoli di questa situazione, difatti il 78% dei giovani (ISTAT) pensa che il futuro non sarà migliore di adesso. Solo che mentre in noi qualcosa si è bloccato, perché costantemente sollecitato da questa condizione di “permacrisi“, il mondo procede ed esige che noi ci muoviamo al suo stesso ritmo, e la diretta conseguenza è espressa da un dato che parla chiarissimo: 47% dei giovani (ISTAT) soffre di ansia o depressione.

Fonte: Studio Censis
La situazione dei giovani di oggi

È fondamentale dunque in un periodo come questo identificare una stella polare che ci aiuti ad orientarci, ma non è semplice come si potrebbe pensare.
“Il futuro glielo abbiamo tolto noi, facendo a meno di loro”, osserva Umberto Galimberti, in cui “loro” rappresenta presumibilmente i Millenials e la Gen Z, e “noi” le generazioni precedenti ad esse.

La distinzione netta tra un “noi” e un “loro” è una precisa espressione di un altro problema di base: in politica, sette giovani su dieci non si sentono rappresentati. Nell’epoca di dubbio e incertezza in cui viviamo la politica tende a voltarsi dall’altra parte, per cui i giovani, anche in essa, difficilmente riescono a riconoscerla come un punto di riferimento.

Pubblicato da Roberto Di Veroli

Nato nel 1996, due passioni lo accompagnano: l’AS Roma e i mercati finanziari. Studente di Finanza, da un lato affronta la vita come un’equazione, niente lasciato al caso, dall’altro ama il rischio e la volatilità delle borse. Come Albert Einstein reputa l’interesse composto l’ottava meraviglia del mondo.


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