Chi è Giorgia Meloni?

Chi è Giorgia Meloni?

Conosciamo tutti Giorgia Meloni. Il – o la, che dir si voglia – Presidente del Consiglio. Ne conosciamo partito, credo e ideologia politica. Forse però non sapevi che è una grandissima fan di Tolkien, del Signore degli Anelli e del mondo Fantasy, o che ha lavorato come cameriera e barman al Piper, discoteca romana, o forse non sai che è diplomata in lingue e che non si è mai laureata, perché come lei stessa ha spiegato: “non ne avevo il tempo, facevo già politica”.

La sua figura è stata spesso analizzata in chiave politica o da redattori schierati. Oggi invece la osserveremo dall’alto, ponendoci delle semplici domande: Quali sono le sue radici? Quali sono le sue strategie di comunicazione? Come ha fatto a diventare così popolare? Ma soprattutto, chi è Giorgia Meloni?

Tolkien, patria e famiglia

Giorgia Meloni nasce a Roma, cresce da sola con madre e sorella dopo l’abbandono del padre, quando aveva un solo anno. Abbandono che lei stessa citerà più volte durante interviste e comizi, parlando della sua indifferenza nei confronti dell’uomo, tanto da “non provare niente” alla sua morte. La madre, definita da Giorgia una “donna eclettica”, crescerà da sola le due figlie, lavorando anche come autrice di romanzi rosa, con gli pseudonimi di Josie Belle e Amanda King.

La copertina del blog della Meloni

La sorella Arianna, due anni più grande, le farà da seconda madre durante l’infanzia e da spalla durante la carriera politica. Condivide con Giorgia la grande passione per la politica, senza mai però esporsi in prima persona. Arianna, infatti, è sempre stata più chiusa e introversa, al contrario di “khy-ry”, solare e “amata da tutti” a detta della sorella. Le due hanno quasi un rapporto simbiotico a legarle, con la maggiore sempre pronta a sostenere e rasserenare la leader nei momenti di difficoltà.
In un intimo post su Facebook del 24 settembre, Arianna parla di sua sorella facendo riferimento al Signore degli Anelli:

“Ti accompagnerò sul monte Fato a gettare quell’anello nel fuoco, come Sam con Frodo […] mi basterà sapere che sono stata utile in qualche modo in questa grande avventura che stai costruendo, perché quando avevi bisogno di riposare, di piangere, di rilassarti o di un consiglio, io c’ero.”

Meloni si avvicinerà alla politica già a 15 anni entrando in una sezione del MSI e aderendo al fronte della gioventù. Il video nel quale elogia Mussolini in francese dicendo che “tutto ciò che ha fatto, lo ha fatto pour l’Italie”, risale a questo periodo. Quattro anni dopo, diventa responsabile di Azione Studentesca per poi diventare presidente di Azione Giovani, la sezione giovanile di Alleanza Nazionale.

La sua ascesa a livello nazionale inizia con le elezioni politiche del 2006. Entrerà alla Camera dei Deputati a soli 29 anni, per poi diventare ministra per la gioventù a 31, la più giovane della storia d’Italia a ricoprire il ruolo. Quando Alleanza Nazionale si scioglie, venendo parzialmente inglobata dal Popolo delle Libertà di Berlusconi, fonderà Fratelli d’Italia.

Donna, madre, cristiana, virale:

Alcuni parleranno di fortuna, altri di talento, ma saper surfare sull’onda di meme e tormentoni non è da tutti, specie quando il significato di satira e parodie graffianti viene ribaltato e vengono utilizzate a proprio vantaggio. Giorgia Meloni è stata capace di farlo in più occasioni. Dal video con due meloni in mano poco prima delle elezioni, alla canzone firmata Fabio Celenza “Ollolanda”, arrivando al tormentone che con tutte le probabilità l’ha aiutata a raggiungere la popolarità che ha ora: Io sono Giorgia.

 

Durante un comizio a Roma nel 2019 si scaglia contro le adozioni gay e la “lobby LGBTQ+”, pronunciando il famoso intervento:

“È il loro gioco. Vogliono che siamo Genitore 1, Genitore 2, genere LGBT, Cittadini X, dei codici. Ma noi non siamo dei codici, noi siamo delle persone e difenderemo la nostra identità. Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Non me lo toglierete! Non me lo toglierete!”

Da questo e pochi altri estratti del discorso ne è stato ricavato un remix diventato assolutamente virale, che ha trasformato la Meloni da oggetto di satira e critiche a fenomeno pop. Sempre più gente ha iniziato ad ascoltare che cosa aveva da dire e lei stessa ha impiegato questo slogan come un mantra molte volte, utilizzandolo come titolo del suo libro e addirittura traducendo in spagnolo l’intero intervento per un comizio di Vox, partito iberico di estrema destra.

Identità comunicativa

Giorgia Meloni ha uno stile comunicativo e un profilo politico praticamente inedito in Italia. A partire dalla sua spontaneità e dalla sua mai celata romanità, tanto che lei stessa ricorda spesso nei suoi comizi di essere cresciuta alla Garbatella. La sua narrazione si rivolge al “popolo”, alla gente comune, e si scaglia contro le nicchie della società, banchieri, finanzieri e spesso anche gli stessi politici. Infatti, essendo stata per (quasi) tutta la sua carriera politica all’opposizione ha potuto scagliarsi contro le decisioni e le manovre di chi stava al governo, spesso identificandosi quasi più con i cittadini che con i colleghi, restituendo un’immagine da “donna del popolo”.

Linguaggio diretto, concreto, conciso. Chi ascolta Meloni sa di sentire una persona preparata, ma anche pragmatica. Siamo lontani dalla comunicazione aggressiva e banalizzante di Salvini, ma siamo anche lontani da quella astrusa e lontana dalla gente della sinistra. Quello che in questi anni ha fatto la premier, è stato fondare la sua strategia comunicativa sulle emozioni: l’orgoglio di essere italiani (non a caso è a capo di Fratelli d’Italia), l’indignazione davanti alle ingiustizie, l’ottimismo che viene dalle conquiste e, infine, la speranza riposta nel futuro (e quindi in lei).

La sua comunicazione è da sempre stata sopra le righe. Molti discorsi e interventi sono urlati, sbraitati, ma sempre con un’attenzione alla “metrica”, rispettando tempi, pause e ritmi tipici di televisione e radio. Roberta Bracciale, docente di sociologia dei media all’Università di Pisa spiega: “Sa utilizzare bene le pause e la strutturazione del discorso e probabilmente ha iniziato a lavorare con delle persone che hanno saputo valorizzare alcuni aspetti del suo carattere come la sua cadenza romana o la sua spontaneità”.

Metamorfosi

Con la recente campagna elettorale il suo profilo e la sua comunicazione si sono, per forza di cose, dovuti evolvere. I suoi interventi si sono fatti più pacati, i post su Instagram e Facebook meno imperiosi. Questo, come molte cose in politica, non è un caso. Favoritissima dai sondaggi, la leader di FdI ha capito che a meno di sorprese la vittoria era a portata di mano, bastava conservare i voti già conquistati ed acquisire quelli degli indecisi. Come? Assumendo un’aura moderata, conciliante e addirittura materna.

L’Italia si può governare come si cresce un figlio”, disse la stessa leader nello studio di Porta a Porta. Questa volontà di accudire, cullare, difendere il paese come farebbe una madre, non solo si sposa perfettamente con i principi di famiglia e patria sostenuti da Giorgia Meloni e dal suo partito, ma riassumono perfettamente la strategia da lei utilizzata. Quella di umanizzazione.

Da quando Draghi le ha passato il testimone, la Meloni è riuscita ad evolversi ancora, rimanendo (per ora) sempre coerente con i suoi principi, ma vestendo un profilo più istituzionale. Sono lontani, lontanissimi i comizi dove sgranava gli occhi, sbracciava e incassava le spalle, sbottando in un modo simile a quello di Beppe Grillo al Vaffa Day.

Ora dovrà affrontare un periodo complesso: crisi economica, inflazione, caro bollette, transizione ecologica. Solo il tempo ci saprà dire se per fronteggiare tempi così duri Giorgia Meloni saprà mettersi in discussione senza tradirsi, ma come disse Gandalf il grigio:

“Possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso”

Pubblicato da Federico Marinello

Appassionato di cinema, scrittura e di storie che vale la pena di ascoltare o raccontare. Sogno di poter vivere di ciò che creo e di creare per vivere.


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