BeReal è il social del futuro?

BeReal è il social del futuro?

Quando Alexis Barreyat e Kévin Perrau ebbero l’idea di creare un social atipico come BeReal di certo non immaginavano che solo due anni dopo sarebbe spopolato. Il social ha cominciato a guadagnare popolarità a partire dalla metà di quest’anno, diventando una vera e propria moda all’interno dei college americani e non solo.

Con 21,6 milioni di utenti attivi al mese e 2,93 milioni di persone che accedono all’app ogni giorno, BeReal sembra avere tutte le carte in regola per superare i numeri di Tik Tok e Instagram.

Andamento dei download dell'App di BeReal
Andamento dei download dell’App di BeReal

Una volta al giorno tutti gli utenti ricevono la stessa notifica: hai due minuti per postare una foto in tempo reale, senza poter modificare lo scatto originale e senza poter caricare foto pre-esistenti . Se prima non pubblichi il tuo scatto non puoi vedere quelli degli altri e le “reactions” non sono altro che delle foto in miniatura dell’utente che prendono il nome di Real-Mojis.

Esempio notifica App BeReal
Esempio notifica App BeReal

Questo social, ormai noto come “l’anti-Instagram”, si è diffuso tra i più giovani, ma come sempre la linea tra ciò che è virtuale e ciò che è reale sembra assottigliarsi sempre di più. C’è infatti chi posta momenti molto intimi della propria vita, cadendo in quello che possiamo definire come un vero e proprio “eccesso” di realtà. Se da un lato, quindi, questo social ci ricorda di essere più autentici, dall’altro bisogna ricordarsi di scegliere bene i momenti e le immagini da condividere, per evitare che la curiosità di visualizzare le foto altrui ci porti a “svelare” troppi particolari personali.

Se quest’app sia arrivata per restare o se si rivelerà solamente una moda passeggera lo scopriremo, ciò che bisogna chiedersi però è: nel mondo dei social dove tutto o quasi è basato sulla finzione, quanto può esserci utile un portale che ci ricordi di vivere nel presente e nella realtà?

Pubblicato da Grazia Sanfilippo

Studentessa magistrale in Public and Cultural diplomacy, cinefila e cinofila. Ho due occhi curiosi con cui osservo il mondo e tanta voglia di provare a spiegarlo, ribaltandone le prospettive e i cliché.