In Italia si muore ancora sul posto di lavoro

In Italia si muore ancora sul posto di lavoro

La sera di sabato 1° ottobre, il rider Sebastian Galassi, è stato investito da un Suv mentre stava effettuando una consegna in bici. Il giorno dopo la sua morte, la compagnia di delivery per cui lavorava ha mandato una mail in cui informava il ragazzo di essere stato licenziato per non aver “rispettato i termini e condizioni”, ossia per non aver portato a termine la consegna di cui è rimasto vittima.

I suoi genitori hanno segnalato l’accaduto ricevendo le scuse da parte dell’azienda, che ha offerto un contributo per le spese del funerale. I riders e la Cgil di Firenze hanno indetto per il 5 ottobre uno sciopero di 24 ore per tutti i rider della città, chiedendo alle compagnie di delivery contratti di lavoro regolamentati e salari più dignitosi, mentre alla popolazione ha chiesto di non ordinare nulla durante lo sciopero.

La morte del giovane 26enne è però solo l’ultima di una lunga serie di tragedie che vedono come protagonista il lavoro. Infatti, se si allargano gli orizzonti, si nota con estrema facilità che morire mentre si lavora è, in Italia, una piaga sociale più attuale che mai.

Durante i primi otto mesi del 2022, secondo i dati redatti dall’Inail (Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro), sono 677 i lavoratori deceduti sul posto di lavoro, con una media nazionale spaventosa di 84 vittime al mese.

La situazione delle morti sul lavoro in Italia
La situazione delle morti sul lavoro in Italia

Il settore lavorativo Costruzioni è quello che registra il dato più alto con 78 decessi in tutta Italia; segue Trasporti e Magazzinaggio con 73, e Attività manifatturiere con 53.
È pur vero però che, nello stesso lasso di tempo, lo scorso anno i decessi sul lavoro furono 772 in tutto il Paese, quindi stiamo assistendo attualmente a un decremento del -12.3%. Anche di fronte a questo calo, l’Italia registra però un numero di morti sul lavoro superiori alla media UE.

Pubblicato da Francesco Rutigliano

Classe 2001, pugliese ma romano di adozione. Tremendamente impulsivo, ho sempre cercato di dire la mia anche quando provavano a zittirmi. Appassionato di storia, geografia, politica e sport, mi sento cittadino del mondo e vivamente antifascista.