Truth Social: uno spazio gratuito (e legittimato) per l’intolleranza

Truth Social: uno spazio gratuito (e legittimato) per l’intolleranza

Truth Social è il social network ideato e lanciato da Donald Trump, ex Presidente degli USA, assieme alla sua Trump Media & Technology Group.

Trump ha creato questo spazio social, dopo l’estromissione dalle maggiori piattaforme a seguito degli attacchi al Congresso del 6 gennaio 2021. Questa data ha rappresentato una triste e oscura pagina della democrazia statunitense, un tentativo di colpo di Stato da parte degli stessi sostenitori di Trump.

Ma cosa ha scatenato l’occupazione del Campidoglio e una violenza tale da provocare decine di feriti e cinque morti?

Assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d'America del 2021
Assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d’America del 2021

I risultati delle elezioni

Tale contestazione è avvenuta a causa del risultato delle elezioni presidenziali, vinte da Joe Biden. Gli elettori più estremisti del Presidente uscente si sono mobilitati per occupare l’edificio, giungendo fino alle aule parlamentari. Trump e molti suoi sostenitori accusavano i democratici di aver truccato i risultati delle elezioni.
Pochi giorni dopo, in merito alla vicenda, Biden avrebbe parlato di attentato alla democrazia e terrorismo domestico.

Nel mentre, Trump twittava:

“Lo so che siete feriti, ci hanno rubato un’elezione che abbiamo vinto e lo sanno tutti. Ma dovete andare a casa ora. Dobbiamo avere pace, ordine, legalità (…). Andate a casa, siete speciali, vedremo cosa accadrà”.

E, ancora, continuava:

“Questo succede quando una vittoria a valanga viene brutalmente strappata a patrioti trattati ingiustamente per troppo tempo”

Allo stesso tempo Trump non si è dissociato apertamente esprimendo parole di condanna verso il terribile evento e, anzi, ha continuato a incitare, anche se in maniera sottesa, la rivolta.

Il potere dei social network

È stato proprio sulla scia di quanto accaduto il 6 gennaio del 2021 che Donald Trump è stato bannato dai maggiori social. Una presa di posizione e una contromisura decisa e coraggiosa è stata quella di Twitter e successivamente Facebook.

L’estromissione di un Presidente ancora in carica, seppur uscente, da un mezzo di comunicazione di massa, fa riflettere su quanto potere dispongano le società che controllano i principali social network.

Donald Trump
Donald Trump

Da una parte si è ribadito il paradosso della tolleranza di Popper: non tollerare l’intolleranza è l’unico modo per preservare la medesima tolleranza. Discriminazioni di ogni tipo, incitazione all’odio e alla violenza si sono concretizzate nell’episodio del 6 gennaio dello scorso anno. Nella fattispecie, quale criterio avrebbe potuto giustificare ancora Trump e il suo utilizzo patologico e fuorviante dei social, considerando che i fatti oramai avevano portato a quelle disastrose conseguenze?

D’altra parte, però, come si può giustificare un’azione volta alla censura, effettuata da aziende private che si sono comportate seguendo una linea che, invece, è propria dell’editoria? Il professore di Data Science all’Università La Sapienza di Roma, Walter Quattrociocchi, ha sottolineato che con quest’azione si ridefinisce il ruolo sociale e politico dei social. Inoltre, il docente presenta una questione piuttosto spinosa, sottolineando che il meccanismo di polarizzazione delle folle “è strettamente umano e non dipendente strettamente dai social, per cui chiudere le piattaforme non rappresenta affatto una strategia efficace per impedire la criticità dei meccanismi sottostanti a rivolte o sommosse”.

Le osservazioni di Quattrociocchi evidenziano che il gioco di massa e potere continua al di là dei social più utilizzati. L’ex Presidente Trump non ha smesso di influenzare i suoi seguaci, seppur con metodi alternativi. Ha creato un suo blog, “From the desk of Donald Trump”, con il quale non ha ottenuto il seguito sperato, chiudendolo dopo un mese dalla sua creazione.

Gli obiettivi futuri di Trump

Ad oggi, la sua risposta a ciò che egli stesso definisce un’azione di “discriminazione politica” da parte dei social è stata il lancio di una nuova piattaforma, attualmente disponibile solo su Apple Store: Truth Social. La piattaforma ha come obiettivo quello di vietare la censura, divenendo portatrice di una “integra e illimitata libertà di pensiero”.

Logo Truth Social
Logo Truth Social

Truth ha grafica e funzioni molto simili a quelle di Twitter, in precedenza il social preferito da Trump, ma attualmente è disponibile solo per utenti statunitensi e canadesi.
Il Trump Media and Technology Group ha riferito di star lavorando per diventare una società quotata in borsa, col leader repubblicano come presidente.

Ma non è tutto, il TMTG afferma che ha in cantiere anche un altro progetto: il TMTG+, rete di programmazione on-demand, che includerà programmi di intrattenimento, notizie e podcast. Trump vuole creare un punto di riferimento per l’ala dei conservatori e in particolare per i suoi sostenitori.

Questi si profilano già come i strumenti da utilizzare durante la campagna elettorale del 2024, cui indubbiamente Trump parteciperà. A testimonianza di ciò, la data di rilascio dell’applicazione: il 21 febbraio è il Presidential Day. Nulla è stato lasciato al caso.

Il primo messaggio rilasciato su Truth Social da parte del Presidente recita:

“Siate pronti! Il vostro Presidente preferito arriverà presto!”

Pubblicato da Marika Mainardi

Classe 2001. Studio Giurisprudenza, il mio sogno di sempre che sta prendendo forma, e credo che la cultura e la consapevolezza possano cambiare davvero il mondo. Se le parole che scrivo riusciranno mai a lasciare un segno positivo anche solo in una persona, potrò dire raggiunto il mio obiettivo.