“Siamo una Repubblica democratica fondata sul volontariato”

“Siamo una Repubblica democratica fondata sul volontariato”

’Il volontario lavora nell’ombra senza chiedere nulla. Aiuta gli altri e basta.

Il suo gesto ha il valore di un’opera invisibile e quindi è immenso. È di quelli che nessuno vede, nessuno può ammirare, applaudire o disprezzare e che, proprio per questo, cambia noi e quello che saremo anche in mezzo agli altri.”

(Fabrizio Caramagna)

Chi è il Volontario e cosa fa?

I volontari sono persone che offrono un servizio gratuito o semigratuito.
In solitario o attraverso un ente del Terzo settore, come ad esempio le Onlus, mettono a disposizione il proprio tempo, le energie e la propria sfera emotiva per il bene comune. La durata del periodo di  volontariato può variare da poche settimane fino ad anni, a seconda del progetto che si sta portando avanti.

Oggi, i volontari si specializzano in diversi campi: dal volontario che si occupa dell’ambiente al volontario che decide di partire verso paesi più poveri.
Se solo pensiamo a tutti quei medici che decidono di partire e offrire il proprio lavoro gratuitamente, a tutti quei volontari che ogni giorno scendono in strada a raccogliere, pulire e riqualificare aree urbane per permettere una migliore vivibilità a tutti. Oppure i volontari che ogni giorno vanno a fare compagnia alle persone anziane nelle comunità che si occupano di persone con disagio sociale, handicap fisico o morale.

Insomma tutte quelle persone che non sempre, anzi raramente, vengono riconosciute o lodate per il lavoro fatto e che danno anima e corpo per il prossimo. Sia chiaro, il volontario non scende in campo per ricevere onorificenze o celebrazioni. Lo fa perché considera un ‘noi’ che va oltre la propria famiglia, il proprio quartiere, la propria nazione o addirittura oltre la propria specie. Per ‘noi’ il volontario intende tutti noi; intende il ragazzo nigeriano che sta scappando dal proprio paese a causa della guerra o della fame, la persona anziana che ha bisogno di supporto, l’animale che sta morendo soffocato dalla plastica e l’albero abbattuto perché rovinava il panorama.

Diversi tipi di volontariato

Esistono diversi campi e categorie del terzo settore che prevedono l’attività di volontariato.
In Italia abbiamo:

  • L’ APS, Associazione di Promozione Sociale (riconosciute dal 2000 con la legge 383).
  • Onlus, Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (associazioni, cooperative o fondazioni che si dedicano quasi esclusivamente a persone svantaggiate o bisognose).
  • Associazioni di Volontariato (nate grazie alla legge 266/1991 con lo scopo di “promuovere il volontariato e svolgere attività di formazione, consulenza e informazione per le organizzazioni di volontariato”).
  • Associazioni sportive dilettantistiche (Legge n. 289 del 27/12/2002, affiliate ad una o più federazioni sportive o Enti di Promozione Sportiva).
  • Associazioni Culturali.

Secondo i dati ISTAT pubblicati nell’ottobre 2020, in Italia vi è un aumento annuale delle organizzazioni no profit pari al 2%. Al 31 dicembre 2018, le associazioni no profit sono 359.574 ed impiegano un numero pari a 853.476 dipendenti. I settori più scelti dai volontari sono:

  • Cultura, Sport e Ricreazione (64.4%).
  • Assistenza sociale e protezione civile (9.3%).
  • Relazioni sindacali (6.5%).
  • Religione (4.7%).
  • Istruzione e Ricerca (3.9%).

Spesso, ai giovani vengono attribuiti degli aggettivi quali ‘‘scansafatiche”, ”pigri” o ”egoisti”: anche sotto questo punto di vista i dati ISTAT  permettono di smentire queste dicerie. È vero, la curva di impiego raggiunge il massimo nella fascia tra i 40 e 60 anni con valori intorno al 15%, ma al di sotto dei 35 anni tende a collocarsi intorno al 12%. Può sembrare poco, ma ricordiamo che parliamo di studenti liceali o universitari che oltre al carico di studi decidono di aggiungere attività di volontariato. Ultimo, ma non per importanza, è anche il valore economico del volontariato Italiano; il quale secondo l’Istat corrisponde al 4% del PIL nazionale.

Come sarebbe il mondo oggi senza tutto questo?

La vita del volontario ed i suoi rischi

Molte persone esterne a queste attività possono pensare che essere un volontario sia facile, che non richieda tempo e tanto meno impegno. Ma la realtà è un’altra. Qualsiasi attività di volontariato richiede una preparazione basilare, che può essere raggiunta tramite delle vere e proprie lezioni frontali oppure grazie all’affiancamento da parte di volontari più esperti.

Inoltre, molto spesso non è l’attività in sé ad essere sfiancante, bensì è il lato psico-fisico a risentirne. Immergersi in realtà completamente diverse dalla nostra permette di rendersi conto quanto si è fortunati ad avere cose che diamo per scontate ogni giorno, come una casa, un una famiglia o un pasto a fine giornata. Ma dall’altra parte, saper di aver fatto la differenza anche solo per una persona, una famiglia o un ettaro di parco, è tra le soddisfazioni più grandi che chiunque possa avere.

Importante è anche parlare dei rischi a cui i volontari vanno incontro, poiché molto spesso ci si ritrova in luoghi in cui le condizioni ambientali risultano piuttosto avverse. Si può rischiare molto, persino la vita stessa. Approfittiamo per ricordare Michele Colosio, 42enne volontario bresciano che da 10 anni si dedicava all’istruzione di bambini poveri ucciso in Chiapas, Messico; Nadia De Munari, volontaria laica uccisa ad Aprile in Perù; Nawal Al Youssef, uccisa mentre faceva volontariato in un centro per l’infanzia in Siria; Alfonso Durante, volontario della Misericordia di Grumo Nevano, e di Michele Gismondi, volontario della Misericordia di Atripalda, morti a causa del covid mentre prestavano soccorso alle persone malate.

Persone che agli occhi della società erano invisibili, ma che hanno aiutato e salvato persone e bambini che gli saranno grati per la vita.

L’Associazione di volontariato che mobilita tutta Italia

Sul tema ambientale, un Associazione di Volontariato che sta riscuotendo molto successo in Italia è ‘‘Plastic Free”. Nata nel 2019, ad oggi sono oltre 900 i referenti in tutta Italia ed ha raggiunto un numero pari a 150 milioni di utenti.
I volontari, dislocati per tutta Italia, si organizzano tramite eventi ed in soli 14 mesi sono riusciti a raccogliere una quantità di rifiuti pari a 1 milione di chilogrammi di plastica rimossi all’ambiente. Il prossimo obiettivo è quello di raccogliere 10 milioni di chilogrammi in 24 mesi.

I rifiuti li possiamo raccogliere anche da soli senza l’ausilio di un’Associazione; ma il bello del volontariato sta proprio qui: condividere con altre persone le varie esperienze sostenendosi l’un l’altro,  creare una nuova rete di conoscenze facendo la differenza anche solo per una persona.

Perché in fondo, come diceva Madre Teresa di Calcutta:

”Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano.”

Pubblicato da Ludovica Luciano

Ludovica Luciano, nata nel 2000 e innamorata della Natura sin da tenera età. Studentessa di Scienze Naturali e volontaria a tempo perso, scrivo per fare la differenza e rendere giustizia in nome dell’ambiente.

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